
Indigestione di emozioni. Questo è quello che mi sento di dire in merito alla serata di ieri. E non intendo solo la partita eh… c’è tutto il contorno: i vari premi assegnati, la festa al BarSao, gli spalti del pattinodromo pieni anche se era domenica… alla fine, la pioggia di sabato ha soltanto rimandato i nostri festeggiamenti, anche se purtroppo – a causa del maltempo – qualcuno ha dovuto rinunciare a tutto ciò.
Non so davvero da dove partire per parlare di quello che è successo ieri sera: non solo perché la voce l’ho persa agli spareggi, ma anche perché non vorrei ripetere le cose dette un anno fa. Non che sia difficile farlo, è stato un torneo completamente diverso, ma abbiamo seguito lo stesso script: la finale è stata il rematch della seconda partita della prima serata e la coppa l’ha alzata chi quella sera aveva perso.
Ripenso alle parole con cui vi avevo presentato il roster del Lido ormai 10 giorni fa: “il TdS è una competizone semplice…”, “81% di win rate”, “sono gelosi della coppa”… ripenso poi alle lacrime di Gimo, alla seconda gioia da caposestiere dopo quella del 2023, alle parole al miele di coach Marco Serena per i suoi giocatori, agli sguardi di questi dopo la rumba presa la prima sera e al cambio di atteggiamento dei giorni seguenti… e così penso che, in fin dei conti, non è un successo così immeritato.
La partita, seppur orfana di qualche protagonista, è stata una lotta sin da subito: inizio ad alte percentuali, ma nessuna delle due squadre riusciva ad allungare. Certo, è stata una partita di fiammate: i due sestieri hanno alternato i loro momenti buoni, equivalendosi in tutto e per tutto, fino alla metà dell’ultimo quarto. Lì forse sono mancate costanza e un pizzico di fortuna a Casteo, che non è più riuscita a trovare il fondo della retina, cosa che invece hanno fatto i ragazzi del Lido, infallibili anche dalla lunetta.
È quindi la 12esima sinfonia per il Lido, che vede i suoi due wonderkids vincere MVP della finale (Ferro) e miglior giovane (Migliaccio). Onore a Castello per il suo super torneo: Giulio Saoner è diventato il miglior marcatore della storia del torneo, mentre Frison ha scavallato quota 500 ed è salito al terzo posto. Il core è più che solido, e non c’è base migliore da cui ripartire.
CASTELLO 60-70 LIDO (16-18, 27-25, 46-47)
La partita – priva di protagonisti come Seggi, Pasin e Pusiol per Castello e Simone Rosada per il Lido – si apre subito con un primo quarto pimpante, con il Lido che prova a scappare subito con il canestro di El-Sissy e la tripla di Pellegrinotti e con Casteo che si aggrappa agli avversari con 8 punti di un super Riccardo Calzolari solo nella prima frazione. Nel Lido si sbloccano anche Ferro e Seno, e i blu chiudono il primo quarto sopra di 2.
Nel secondo periodo, però, l’attacco di coach Serena fa più fatica e inizia a litigare con il canestro; al contrario, Casteo prende in mano la partita e cerca di allungare con i fratelli Calzolari e Frison. Si va all’intervallo con i rossi di Mala che ribaltano lo svantaggio del primo quarto, chiudendo dunque avanti di un canestro.
Terzo quarto che vede entrambe le squadre infuocate: il Lido apre con un 5-0 di parziale, Casteo risponde con Calzolari Sr e Zitti, Seno spara la tripla del sorpasso, ma c’è ancora Ricky Calzo che controbatte da 3. Un 1/2 dalla lunetta di Seno mette in pari il risultato, poi altro scambio di triple tra Ceselin e ancora Calzolari. La scena poi se la prende lo 0 del Lido, MVP dell’All-Star Game di mercoledì, che lavora forte su entrambe le metà campo, consentendo un break al Lido; Casteo comunque non ci sta e riacciuffa i blu con Frison e Calzo Jr. Terzo periodo che si chiude col Lido sopra di 1, ma la partita è più aperta che mai.
Nel 4° quarto, la partita svolta: i parziali per entrambe le squadre si allungano, ma fino a metà periodo si annullano a vicenda. Il Lido parte forte e arriva pure avanti di 8, con Migliaccio che non sbaglia manco un tiro libero, Casteo che dopo due bei canestri di Zitti inizia a litigare con il canestro, fino a che non rientra in campo Fritz: 8 punti in un amen, con due triple che per poco non buttano giù il pattinodromo. Purtroppo per i ragazzi di Vedova, però, è solo un’illusione: negli ultimi 3 minuti e mezzo non riescono più a segnare da fuori, mentre il Lido prima sblocca il pareggio con un canestro di El-Sissy e poi azzanna la partita con una tripla di Jacopo Ferro. Da lì in poi, con una serie di viaggi in lunetta, il Lido mette al sicuro la partita, arrivando a chiudere sul +10.
Il cielo, ancora una volta, si dipinge di blu: sono 12 adesso i titoli del Lido al Torneo dei Sestieri, un equivalente del 60% delle edizioni giocate. La coppa dalle grandi forcole, coperta d’oro per l’anniversario numero 20, viene alzata dal capitano Lele Masutti, che la porta in trionfo sotto lo spicchio di tifosi lidensi.
Allora super complimenti a Gianmarco Cosma e Marco Serena e al suo staff, Marco Rosada e Giovanni Ragazzi; a Gianmarco Ceselin, Andrea Migliaccio, Giacomo Seno, Simone Rosada, Jacopo Ferro, Nicolò Cavaldoro, Marco Lucchese, Joshua Pellegrinotti, Gabriele Masutti, Filippo Cupido, Andrea Lazzari e Yusef El-Sissy.
Complimenti anche a Casteo, che non deve mettersi in testa di avere una bestia nera, ma semplicemente ripartire dalla convinzione di essere quella squadra schiacciasassi che ci ha dimostrato di essere fino alla semifinale.
CASTELLO: Bettera 1, Calzolari R. 20, Calzolari S. 6, Tissi, Pellegrinon 4, Vedova 1, Frison 14, Saoner 8, Zitti 6.
LIDO: Ceselin 13, Migliaccio 9, Seno 7, Ferro 12, Cavaldoro, Lucchese 4, Pellegrinotti 9, Masutti, Cupido, Lazzari 1, El-Sissy 15.
Grazie a tutte e tutti per esserci stati.
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