IL TRIONFO DEL MALE

Sapete, tra il fatto che ho perso la voce e sono tornato a casa alle 5 del mattino, non trovo le parole per descrivere quello che è successo ieri. Ma nonostante tutto, andrò molto molto lungo.

Perché serate così si vivono solo da noi, e partite di questo genere – con gli spalti stracolmi di gente, in una cornice spettacolare – ce le regala solo questo sport. Quindi ode alla pallacanestro, ma ode anche e soprattutto a chi ieri ci ha regalato la finale più bella di sempre.

La prima volta non si scorda mai. L’Impero del Male di San Marco Murano in una partita incredibile, fatta di rimonte, triple insensate e canestri assurdi, ha sconfitto all’overtime una Cannaregio che a inizio quarto quarto sembrava aver la vittoria in pugno.

Si completa così il Process di cui vi avevo parlato una decina di giorni fa. Dopo tanti anni di sofferenze e delusioni, Omar Ferro ha finalmente il suo anello: la continua ricerca del giocatore perfetto da mettere nel roster, quell’ossessione per la vittoria che ha trasmesso ai suoi ragazzi negli ultimi anni e la continua fiducia a coach Torcellan sono state finalmente ripagate. Ripagate da un gruppo che si è creato e consolidato nel post-covid, ma che affonda le sue radici nel lontano 2019, quando entrarono nel Lato Oscuro della Forza i non ancora 17enni Edoardo Nason e Pietro Lucidi con Michele Tosi, già nel giro dell’Impero del Male. Poi i due anni di pausa, il rebuilding del 2022 con Ruben Poletto e una squadra fatta quasi tutta di draft, e le ultime due edizioni con un gruppo affiatato, di qualità ma ancora acerbo e non pronto per affrontare le semifinali.

Con l’edizione di quest’anno, l’apoteosi: sconfitti dopo una incredibile rimonta da Cannaregio, i ragazzi di San Marco Murano battono SXSP ai gironi, vincono e convincono contro Dorsoduro agli spareggi, battono il Lido in semifinale e, nella finale di ieri, rimontano ancora Cannaregio dopo esser finiti sotto addirittura di 12, vanno all’overtime e trionfa nella 19esima edizione del Torneo dei Sestieri. Come dicono dall’altra parte dell’oceano, una vera e propria “Generational Run”.

CANNAREGIO 70-76 SAN MARCO – MURANO (14-18, 29-28, 48-36, 63-63)

I ritmi sono subito altissimi, con Cannaregio che prova a imporre il suo ritmo e San Marco – Murano che puntualmente risponde ad ogni azione. Poi parziale dell’impero, che allunga fino al 18-11 con Lucidi, ma a 3 secondi dalla fine con rimessa dal fondo in attacco Battistin spara da 3 eseguendo alla perfezione lo schema disegnato da coach Mike Favaretto. È solo la prima del capitano in maglia verde, che nel secondo quarto ne manda a bersaglio altre 2 e riporta a contatto i suoi. Lucidi mette a segno 7 punti di fila in apertura di quarto, ma Cannaregio resta comunque lì, approfittando del buon impatto dei giocatori usciti dalla panchina. Il primo tempo si chiude con i verdi in vantaggio di uno sul 29 a 28.
Nel secondo tempo i fioi di Cabu accelerano grazie ad altre due triple di un Battistin on fire, mentre l’Impero non riesce a trovare soluzioni in attacco: la tripla di Albano e i 4 punti in semi gancio di Sartori portano al massimo vantaggio Cannaregio, che va all’ultima pausa avanti di 12.
Nell’ultimo quarto, però, assistiamo a qualcosa di mai visto prima: con le nubi che si radunano sopra il pattinodromo, Ruben Poletto si accende e mette a segno 7 punti di fila, per poi cedere spazio a un Lucidi quasi spiritato, che trova per tre volte di fila il fondo della retina da 3 punti. L’Impero torna a contatto e da lì succede di tutto: tripla del sorpasso di Tosi, risposta di Giangaspero e parità a quota 55. Seguono un 1/2 di Fontanella e un 2/2 di Ruben Poletto dalla lunetta, e con un +1 di vantaggio Tosi piazza un’altra tripla fondamentale per San Marco Murano. Dall’altra parte Fontanella segna da due e fa ancora 1/2 ai liberi, poi Giangaspero spara un’altra tripla clamorosa che va a riaccendere le speranze dei Verdi. Il solito Poletto va in lunetta ma fa 1/2, e nell’altra metà campo Sartori subisce un fallo che iscrive anche lui alla roulette dei tiri liberi: fa 1/2 anche il numero 8 dei verdi, fissando il punteggio sul 55 pari. Per la prima volta nella storia del torneo, è OOOVERTIME!
Ai supplementari nessuna delle due squadre segna per i primi due minuti abbondanti, poi sale in cattedra Ruben Poletto: due canestroni da sotto e una tripla, insieme a un libero di Lucidi, l’Impero vede la linea del traguardo avvicinarsi. Nonostante il canestro di Albano e la tripla di Fontanella, la squadra di Torcellan resta sempre in controllo ed è glaciale dalla lunetta con Nason e Lucidi. Finisce così: l’Impero del Male, San Marco – Murano, è finalmente campione del Torneo dei Sestieri. È il trionfo del Male, e la marcia imperiale comincia a risuonare in tutto il pattinodromo. Il “piccolo” Poletto, Ruben, viene premiato MVP della finale con la sua doppia doppia da 26 punti e innumerevoli rimbalzi. Menzione d’onore anche per Pietro Lucidi, capocannoniere del torneo e autore di una prestazione sontuosa nella finale di ieri, in cui ha messo a referto 33 (!!!) punti.
Capitan Nason, spalleggiato dal caposestier Omar Ferro, alza in alto la coppa, sotto il cielo nuvoloso del pattinodromo. D’altronde, non poteva essere altrimenti.

E allora complimentissimi a Omar Ferro e Lorenzo Torcellan; a Pietro Lucidi, Jacopo Fogliata, Francesco Nason, Edoardo Bravin, Francesco Trestini, Michele Tosi, Edoardo Nason, Vittorio Gallina, Lorenzo Silvestri, Abramo Poletto, Saul Poletto e Ruben Poletto; a Cesare Mattiello, Fosca Pavanello, Paolo Pavanello e Matteo Donà.

Complimenti ai vincitori, ma onore anche ai vinti. Cannaregio ha fatto comunque un signor torneo, tornando in finale dopo 3 anni e sfiorando con il dito la coppa. Che questa finale incredibile, nella quale si trovano dal lato sbagliato della storia, possa essere benzina per i ragazzi di Cabu in vista delle prossime edizioni.

CANNAREGIO: Giangaspero 9, Seccarello 4, Mazzarolo 2, Battistin 15, Girardi 2, Martorana 2, Ragazzi, Pontini 2, Sartori 5, Albano 9, Fontanella 11, Massini 9

SAN MARCO – MURANO: Lucidi 33, Fogliata, Nason F., Bravin, Trestini 1, Tosi 12, Nason E. 4, Gallina, Silvestri, Poletto A., Poletto S., Poletto R. 26

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