IL GIOCO DEI TRONI

Lo avrete capito, per quanto mi piaccia fare riferimenti cinematografici e associazioni esterne al nostro torneo, non posso definirmi un grande appassionato/intenditore di cinema… specie se ho appena iniziato la seconda trilogia di Star Wars. Tuttavia, c’è una serie tv che mi ha appassionato come pochissime: è “Il Trono di Spade” (Game of Thrones).

Tra le tante frasi iconiche che questa serie offre, pensando alla serata che abbiamo vissuto ieri, ce n’è una che mi salta in mente più di tutte: “Al gioco dei troni o si vince, o si muore. Non c’è una terza possibilità”.
Ora, senza fare spoiler e soprattutto utilizzando metaforicamente il verbo “morire”, questa frase è uno dei tanti modi possibili per ribadire quello che vi ho scritto negli ultimi due giorni: quando ci si addentra nella fase ad eliminazione diretta è tutta un’altra competizione. Win or go home, Hunger games del TdS, mangia o vieni mangiato… insomma, avete capito. In ogni caso, tutto ciò presuppone l’esistenza di un pathos elevato nel corso dell’evento, oltre che la presenza di possibili colpi di scena.

Fino a ieri, a competere nel gioco dei troni erano in quattro. Ora sono rimaste solo in due, due squadre che fra l’altro abbiamo già visto sfidarsi nel secondo match del primo giorno. Qualcuno avrebbe mai pensato, domenica scorsa, che San Marco – Murano e Cannaregio si sarebbero affrontate di nuovo in finale?

L’Impero del Male batte il Lido in una partita molto fisica e accede per la prima volta nella sua storia alla finalissima. Cavalcando questo vento freddo che sa di Lato Oscuro della Forza, con le nubi a radunarsi nel cielo del pattinodromo, la squadra di Omar e Torce prende in mano la partita nel terzo quarto e, sfruttando l’esperienza e la coesione di questo gruppo che da diversi anni calca il campo del TdS, sconfigge gli 11 volte campioni. Onore anche al Lido, che con una squadra nuova e giovane ha superato le aspettative di molti, arrivando fino alla semifinale. Si interrompe così la striscia di 4 anelli consecutivi: i ragazzi di coach Marco Serena, però, sono già con la testa alla 20esima edizione.

Nella seconda semifinale, invece, Castello fa e disfa: i ragazzi di Mala partono fortissimo, riprendendo da dove avevano lasciato l’altro ieri contro SXSP e vanno avanti anche oltre la doppia cifra, ma nel secondo tempo Cannaregio si risveglia grazie ai punti di Fontanella e Albano (semifinalisti della gara di tiro da 3) e dà vita a una clamorosa rimonta nel terzo quarto. In un finale al cardiopalma, con un’ultima preghiera da metà campo di Vedova che si spegne sul ferro, i verdi vincono la partita e tornano a giocarsi la finalissima dopo 3 anni.

Sarà dunque il rematch della prima giornata del girone Skuai ad assegnare la vittoria della 19esima edizione del TdS: l’Impero era stato capace di ricucire uno scarto che superava i 20 punti, ma alla fine sono stati i fioi di Cabu a portarsi a casa la partita. La domanda sorge spontanea: sarà la quarta sinfonia verde oppure la prima gioia del Male?

Il gioco dei troni avrà il suo vincitore questa sera alle 20:45. Ci vediamo al pattinodromo!

The Voice

LIDO 49-56 SAN MARCO – MURANO (11-13, 28-29, 37-46)

Nessuno, nella prima semifinale, avrebbe saputo rispondere alla domanda su che squadra fosse favorita per accedere alla finale: il nuovo Lido, primo nel girone, squadra pimpante e ben condotta dal suo staff; o San Marco Murano, uscente da una convincente vittoria agli spareggi, una delle squadre più in forma del torneo e con un gruppo molto coeso?
I ritmi sono subito molto alti e le difese, fase in cui entrambe le squadre hanno dimostrato di essere forti, cominciano a incidere sulla partita. Tra una serie di cambi di vantaggio, un canestro di Seno e una tripla di Lepschy portano avanti il Lido, ma con due canestri di Lucidi l’Impero del Male mette il muso avanti alla fine del primo quarto. San Marco – Murano prova ad allungare con Ruben Poletto e Tosi, ma Ceselin impatta molto bene nel secondo quarto e porta nuovamente in vantaggio i ragazzi di Serena. Torcellan, però, non ci sta e con i suoi lunghi risponde al parziale degli stellati, tornando avanti di un punto all’intervallo lungo.
Nel terzo quarto, l’Impero entra fortissimo: dopo i canestri di Nason e Poletto si sblocca anche Lucidi da 3, limitando il Lido nella metà campo difensiva e costringendo gli avversari a trovare punti quasi solo dalla lunetta. La prima frazione del secondo tempo, finito con un parziale di 17-9 per San Marco – Murano, si rivela decisiva. Nel quarto quarto il Lido si butta all’arrembaggio e, con un gran lavoro su entrambe le metà campo, riesce a tornare sotto di 4 con palla in mano, senza però riuscire a colmare il gap creatosi nel terzo quarto. Nel finale l’Impero riesce a trovare due buoni canestri con Saul e Ruben Poletto, infallibile dalla lunetta nell’ultimo minuto; il Lido ci prova con Pellegrinotti, ma scade il tempo e il punteggio sentenzia: 56 a 49 per San Marco – Murano, che accede così alla sua prima storica finale. A Omar, Torce e i ragazzi dell’Impero, manca solo un passo per completare il Process.

LIDO: Ceselin 11, Migliaccio 2, Lepschy 3, Pasini, Benetti, Pellegrinotti 12, Lucchese 4, Seno 4, Novello 7, Pregnolato, El Sissy 6

SAN MARCO – MURANO: Lucidi 11, Fogliata, Nason F., Bravin, Trestini 4, Tosi 7, Nason E. 7, Gallina 2, Silvestri, Poletto A. 4, Poletto S. 4, Poletto R. 17

CANNAREGIO 56-54 CASTELLO (7-15, 18-31, 35-35)

Non so se in qualche modo – facendo la presentazione dei roster nel corso di settimana scorsa – l’ho un po’ chiamata, ma quella componente folle di Cannaregio l’abbiamo vista anche ieri sera. I fioi di Cabu finiscono sotto anche abbastanza pesantemente, bombardati dai cecchini di una Castello perfetta nel primo tempo e sciupona nel secondo.
La partita si apre con un super Seggi, sostenuto da Vedova con cui realizza 11 dei 15 punti di Castello nel primo quarto. Cannaregio prova a stare a contatto con Pontini, ma alla prima pausa i punti di svantaggio sono già 8.
Il leitmotiv del secondo quarto è lo stesso, anzi Castello incrementa il proprio vantaggio con 10 punti firmati da Riccardo Calzolari, che conferma il suo bel rapporto con i canestri del pattinodromo. Favaretto prova ad affidarsi ai suoi senatori, ma a fine primo tempo Cannaregio si ritrova sotto di 13 lunghezze.
Nel secondo tempo, però, la musica cambia e inizia lo show della premiata ditta Fontanella-Albano: i due semifinalisti della gara del tiro da 3 (che si terrà oggi all’intervallo della finale) segnano insieme 14 punti, e con la tripla di Giangaspero Cannaregio torna a contatto, fissando il punteggio sul 35 pari a fine terzo quarto e concedendo a Casteo solo 4 punti.
Nell’ultimo quarto si scatenano gli attacchi: scavallata quota 40, Cannaregio mette la freccia e sorpassa gli avversari, che però restano a contatto. Se da una parte segnano Giangaspero, Albano e Fontanella, dall’altra Seggi e Calzolari tengono botta e mantengono vive le speranze dei rossi di Mala, soprattutto quando a -4 con pochi secondi da giocare il numero 3 di Casteo fa 2/2 dalla lunetta dopo aver messo a bersaglio la sua terza tripla di serata. La partita si conclude con una preghiera da metà campo di Vedova che si spegne sul ferro: sarebbe stato il canestro della vittoria in una partita pazza. Cannaregio così torna a giocarsi la finale dopo 2 anni di assenza. Riusciranno i Verdi a staccare Casteo nell’albo d’oro, alzando la coppa per la quarta volta?

CANNAREGIO: Giangaspero 9, Seccarello 2, Mazzarolo, Battistin, Girardi, Martorana 5, Ragazzi, Pontini 5, Sartori 1, Albano 16, Fontanella 18, Massini

CASTELLO: Vecchiuzzo 4, Bettera, Scarpa, Calzolari 21, Dei Rossi, Pegan, Seggi 16, Vedova 7, Pusiol 5, Pasin 2, Zitti

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