
“Tener bota”: espressione dialettale veneziana che si può tradurre con “resistere, tenere duro, non mollare”; è una grande peculiarità che caratterizza la tempra dell’organizzazione e delle persone che formano il TdS (Fonte: me cugin).
Scherzi a parte, anche ieri il meteo ci ha messi a dura prova: sembrava mancasse un attimo a un diluvio che ci avrebbe costretti allo spostamento in palestra, e invece come domenica siamo rimasti a guardare in faccia i nuvoloni, con aria di sfida e braccia conserte alla PJ Washington contro la panchina dei Clippers nei Playoff 2024. E abbiamo vinto di nuovo. È un vero peccato perché anche ieri gli spalti erano abbastanza pieni, nonostante il vento freddo che si è alzato verso la fine, e sappiamo che tanti si stanno trattenendo a casa per paura di beccarsi eventuali scravassi.
Onde evitare il rischio di pioggia (sempre in agguato) e degli spalti spogli, abbiamo deciso che le partite di oggi saranno rinviate a domani, così il giorno di pausa si sposta storicamente per la prima volta da mercoledì a martedì. Perché tener bota sì, ma fino a un certo punto.
Ga tenuo bota anca i fioi de Dorsoduro ieri contro Casteo. La banda di Ussardi non ha mai mollato contro la squadra di Mala, all’esordio in questa 19esima edizione, andando a recuperare uno svantaggio di oltre 10 punti per poi giocarsela negli ultimi possessi. Alla fine, Castello l’ha spuntata di 2 punti e domani, contro il Lido, va a giocarsi la testa del girone, dopo aver dimostrato ieri sera di avere un roster molto competitivo anche quest’anno.
Anche i fioi di SXSP hanno provato a tener bota a una San Marco-Murano molto in forma, uscente dalla quasi-rimonta contro Cannaregio della sera prima, ricucendo anche loro uno svantaggio dal -13 al -6, salvo poi non riuscire a colmare il gap con l’impero, che verso la fine ha dilagato. Sarà forse per la marcia imperiale che è risuonata finalmente in tutto il pattinodromo? O forse per l’oscurità delle nubi che si sono formate nel cielo ieri sera? Non saprei darvi una risposta, ma i ragazzi di Omar e Torce ieri hanno pressato a tutto campo anche al Bar Sao, in attesa di conoscere il loro destino domani sera…
SANTA CROCE SAN POLO 59 – 74 SAN MARCO/MURANO (14-16, 30-38, 42-53)
Non poteva esserci esordio più complicato per la banda dell’Anno Grigio: condizioni climatiche complesse (vento abbastanza forte), orfani della loro star (Edo Musco) e contro una delle squadre più ostiche del torneo. Sì, perché dopo la rimonta sfiorata da San Marco/Murano l’altro ieri contro Cannaregio (sarebbe stata la rimonta più incredibile della Storia del TdS), l’Impero del Male è arrivato moooolto determinato al pattinodromo ieri sera. Se poi suona la marcia e il cielo si copre, le condizioni per far uscire il Lato Oscuro ci sono tutte. Tendenzialmente, la squadra di Omar e Torce è sempre stata davanti e in controllo, eccetto nel corso del primo quarto quando ci sono stati svariati cambi di vantaggio: si finisce 14 a 16 per l’Impero, guidato da Lucidi e Ruben Poletto, che riescono a tenere a bada una buona SXSP trainata da Marin e Prato. Nella seconda metà del primo tempo i ritmi imposti dai neri cominciano ad alzarsi, mentre i grigi iniziano a litigare con il canestro e devono affidarsi a Boglich e Jacopo Gallina. Grande protagonista è però l’altro Gallina, Vittorio, sempre in maglia numero 7 ma per l’altra formazione: sembra tutto fatto apposta per confonderci, fatto sta che San Marco/Murano è ben bilanciata tra attacco e difesa e chiude il primo tempo avanti di 8, che sarebbero stati 11 senza l’importante tripla di capitan Indri, che prova a caricare i suoi.
Nel secondo tempo sale in cattedra Tosi, che gioca bene in difesa con l’aiuto di Nason e altrettanto bene in attacco, sostenuto dal solito Lucidi. Qui, SXSP, comincia ad arrancare: Prato prova a svegliare i compagni, ma una tripla di Gallina (Vittorio, che casino) porta l’Impero avanti in doppia cifra.
È nel quarto quarto che i ragazzi di Muner e Sartor entrano bene, tanto da arrivare addirittura al -6 e costringendo Torce a far tornare in campo i suoi 5 di partenza. Mossa azzeccata, considerando che Ruben inizia a fare il bello e il cattivo tempo tra difesa e attacco, ben sostenuto dal fratellone Abramo, che con un fallo e vale chiude le possibilità di rimonta a SXSP. Impero che dunque vince e chiude la partita pressando gli avversari a tutto campo, giusto per mandare un segnale alle altre squadre del torneo, a prescindere da semifinali o spareggi che siano. La banda dell’Anno Grigio, invece, torna in campo di nuovo domani sera, dove affronterà Cannaregio nel secondo match di serata.
SANTA CROCE – SAN POLO: Sperandio, Nicoletti 1, Marin 6, Dal Bon, Boglich 13, Prato 13, Gallina 13, Pellegrinotti 6, Sartor, Indri 5, Anceschi 2
SAN MARCO – MURANO: Lucidi 16, Fogliata 5, Nason F. 2, Bravin, Trestini 4, Tosi 13, Nason E., Gallina V. 4, Silvestri, Poletto A. 8, Poletto S., Poletto R. 22
CASTELLO 60 – 58 DORSODURO (11-13, 40-26, 49-40)
Partita abbastanza pazza, diciamocelo: Dorsoduro stava per fare il colpaccio, lo stesso che stava per fare con il Lido. Questa volta, però, la trama della partita è stata leggermente diversa. Già, perché nonostante un buon inizio di primo quarto, la squadra di Ussardi e Andreutto è sempre stata ad inseguire le Furie Rosse, che fino alla prima tripla di Vedova hanno fatto un po’ fatica a trovare il fondo della retina. Probabilmente dovevano solo prendere un po’ le misure, visto che nel secondo quarto mettono a referto ben 29 punti, guidati dalla strana coppia Vecchiuzzo-Pasin, che insieme combinano 16 punti. Dorsoduro ci prova con Panaccione e Vavasori, ma perde contatto e finisce sotto di 14 all’intervallo lungo.
È con il terzo quarto, però, che esce tutta la “cazzimma” (passatemi il termine) della banda di Zava, e sempre con Panaccione e Vavasori, sostenuti da Boccato, canestro dopo canestro accorciano arrivando fino a -9 a inizio dell’ultimo quarto. Qui inizia la vera e propria rimonta: viene fuori tutto il talento di Bertan (7 punti nel quarto) e con due triple di Panaccione si arriva in parità, nonostante i tentativi di allungo di Vecchiuzzo e Seggi. Calzolari e lo stesso Vecchiuzzo segnano un libero a testa e portano i loro sul +2, e dopo una serie di sfortunati attacchi Dorsoduro ha la palla del possibile pareggio/sorpasso a 3 secondi dalla fine. Time-out di Ussardi e rimessa avanzata affidata a Boccato. Prima di battere la rimessa, abbiamo un’iconica scena di trash-talking (o tentativo di corruzione) da parte di capitan Pasin, che parla di una tessera delle birre al numero 3 avversario. Tuttavia, Boccato la passa a Bertan, che prova a forzare l’over-time con un fadeaway dall’angolo: il tiro, però, non trova fortuna, e Casteo porta a casa la partita.
CASTELLO: Vecchiuzzo 14, Bettera 2, Scarpa, Calzolari 3, Dei Rossi, Pegan 2, Seggi 6, Vedova 11, Pusiol 4, Marcon 2, Pasin 14, Zitti 2
DORSODURO: Gorla 3, Costa, Bertan 8, Boccato 11, Glamocanin 3, Bianchini, Panaccione 25, Guerrasio, Valonta, Vigna 1, Vavasori 7, Zavagno
Per quanto riguarda oggi, come vi ho detto, relax a casa e niente birete! L’appuntamento è domani alle 20, per la seconda giornata della gara di tiro da 3 (iscrivetevi!!!), alle 20:30 per la classica (nonché finale delle ultime due edizioni) Lido – Casteo e, infine, alle 20:45 per Cannaregio – SXSP. Queste due partite decideranno le sorti della 19esima edizione del Torneo dei Sestieri: chi si prenderà la testa del girone Indiani e chi quella del girone Skuai? Quali saranno gli accoppiamenti agli spareggi? Lo scopriremo domani, stesso posto, stessa ora!
P.S.: continuate a cercare le magliette e anzi, cominciate a sceglierne una. Abbiamo confermato la serata di giovedì e l’abbiamo chiamata “NOTTE CANOTTE”. Me racomando, tener bota sempre… A domani!
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