
Nelle scorse settimane abbiamo avuto il piacere di assistere alla quarta edizione del Trofeo del Doge, l’appassionante torneo calcistico, che, un po’ come il TdS, offre a moltissimi veneziani l’occasione di trascorrere qualche piacevole serata estiva in compagnia all’aperto. Insieme al format, molto simile nonostante la competizione allargata a 8 formazioni, è molto probabile che anche i bravi organizzatori della kermesse calcistica, tra i quali non mancano alcuni assidui frequentatori del Pattinodromo, abbiano deciso di organizzare un evento sportivo amatoriale di “gran sbattimento” per testimoniare che la nostra Venezia e le sue splendide isole sono ancora vissute da una popolazione, certa- mente meno numerosa del passato, ma ancora attiva, propositiva e, nel loro caso, pure giovane. Proprio nell’anno in cui il TdS diventa maggiorenne – siamo alla diciottesima edizione – i fioi del Doge ci hanno ricordato i nostri primi passi: come capitò a noi nel 2007, quando dal parco passammo al Pattinodromo, anche loro hanno deciso di trasferirsi del leggendario campetto di Sant’Alvise al campo delle Quattro Fontane. L’impianto sportivo lidense, intitolato al rugbista e architetto Lele Berto, è provvisto infatti di una tribuna almeno tre volte più capiente di quella di Cannaregio. L’entusiastica partecipazione del numeroso pubblico lagunare è stata la prova che anche la loro è stata una scelta azzeccata, non ci resta dunque che dare il nostro più sincero e caloroso benvenuto ai nuovi vicini di casa e augurare loro di tegnir bota il più a lungo possibile. Tuttavia, osservando il loro avvincente torneo e il giovanile entusiasmo che lo ha contraddistinto, abbiamo constatato, con un pizzico di rammarico, come ad organizzazione il nostro TdS ci siano più o meno ancora le stesse poche persone dagli anni del debutto, con inalterata passione ma inesorabilmente con meno energia propulsiva di una volta.
Malgrado l’indubbio affetto e i numerosi spettatori del Pattinodromo, i ripetuti appelli che annualmente lanciamo a chiunque volesse contribuire con nuove idee, aggiornamenti e migliorie, non c’è ancora stato quel cambio generazionale auspicato da almeno un decennio. Nel frattempo i ventenni del nostro debutto sono diventati ormai dei quarantenni, i trentenni sono cinquantenni e i quasi cinquantenni del 2005, seppur ancora in pista a movimentare canestri e transenne, sono alla soglia dei settant’anni. Pochi, anche se molto preziosi, sono i nuovi collaboratori, che si sono aggregati nel corso degli anni, mentre alcuni volti storici hanno salutato la brigata per l’impossibilità di conciliare gli impegni quotidiani con l’organizzazione del TdS.
L’inesorabile invecchiamento senza adeguato ricambio è una grande problematica che riguarda l’intero paese Italia ma è anche vero che nelle due edizioni post Covid la gioventù non è di certo mancata nei dintorni del Bar Sao. Ad ogni modo anche quest’anno, puntuale come la festa del Redentore, arriva il TdS e, ancora una volta, sarà ricco di novità.
La prima, di sicuro impatto, è rappresentata dal nuovo campo modulare, costosa dotazione che affiancherà il mitico campo granata, che ci accompagna dal 2012. Il layout del VMBT, Venice Masters Basketball Tournament – dal 5 al 7 luglio – con i due campi affiancati sulla pista, resterà in opera anche per la fase a gironi del TdS, con la grande novità delle due partite svolte quasi in simultanea (inizio alle ore 20:45 e 21:00). Per gli spareggi, le semifinali e le finali, si tornerà al tradizionale campo unico longitudinale e le due partite serali sfasate (19:45-21:15). Questa piccola rivoluzione favorirà la partecipa- zione dei ragazzi al TdSjr 2024, la cui formula prevede un girone unico e la finalissima del sabato tra la prima e la seconda della classifica settimanale. Le sei squadre giovanili dei sestieri, composte da ragazze (nate dal 2011 al 2007) e ragazzi (nati dal 2011 al 2008), avranno la possibilità di disputare fino a sei partite e gli staff tecnici potranno garantire più minuti di gioco a tutti i giocatori, coinvolgendo anche i più piccoli, senza quell’ossessione del risultato, per nulla appropriata al TdSjr.
Ci sarà la gara del tiro da Tre che dieci anni fa abbiamo intitolato alla memoria di Gigi Stefanutti, tiratore infallibile e caro amico di tutta l’organizzazione. Ci sarà il concorso fotografico dedicato a Leonardo Costa e ci sarà l’immancabile appuntamento con il premio Paolo Zanon, anch’esso istituito dieci anni orsono e foriero di grande onore per la nostra piccola associazione sporti- va in quanto, oltre alla possibilità di tenere vivo il ricordo di un grande arbitro e sportivo veneziano (forse unici in Italia), ci ha regalato la soddisfazione di vedere all’opera nelle finali dei campionati Italiani di quest’anno due ragazzi veneti che sono passati per la nostra pista: Giacomo Dori nel maschile e Alberto Perocco nel femminile.
L’ultima news che dobbiamo necessariamente anticipare con questo editoriale di Lato Forte, probabilmente, sarà causa di po’ di tristezza e malinconia: la spettacolare tribuna del Pattinodromo, stracolma in stile bombonera sudamericana, non farà più parte del Torneo dei Sestieri, resterà solo un ricordo, memoria indelebile per chi l’ha personalmente calcata o ne ha potuto apprezzare lo splendore dalla prospettiva del campo da gioco. Quest’anno, dal giovedì degli spareggi, per comprensibili e inderogabili motivi di sicurezza, l’accesso alla tribuna sarà possibile solo su invito-prenotazione fino ad esaurimento posti, tuttavia a “rinforzino” del week end di chiusura, allestiremo lungo il rettilineo della pista una platea da 200 posti a sedere, anch’essi prenotabili. Non sarà un parterre riservato a vip, autorità e politici, men che meno a quelli adusi a improbabili scatti per inveire contro gli arbitri o per improvvisarsi allenatori da baretto e suggerire cambi e tattiche di gioco a tecnici blasonati. Quelli li lasciamo ai grandi palcoscenici d’oltreponte, la nostra rimarrà sempre una festa popolare di tutti e per tutti.
I dettagli per la prenotazione li troverete sull’aggiornamento della app del TdS, sviluppata da Giacomo Seno, il primo ventenne entrato ufficialmente nel gruppo organizzatore in questo 2024.
Dai che ’ndemo !

