
Capita anche a voi di pensare di aver rimosso alcuni argomenti studiati anni prima e ritrovarvi sorpresi scoprendo che in realtà basta un ‘click’ per riaprire il vostro cassetto della memoria? A me sì, soprattutto con cose che non mi avevano appassionato e pensavo davvero di aver gettato nel dimenticatoio.
È successo anche ieri sera, quando passeggiando in zona Sant’Alvise ho sentito rimbalzare un pallone e ho buttato l’occhio dentro al PalaMarsico, e come un flash mi sono tornati in mente i mores maiorum studiati al primo anno di università durante il corso di diritto romano.
Per i non avvezzi al noioso mondo della legge, i mores erano la prime norme vincolanti del diritto romano arcaico: in un’epoca in cui vigeva l’oralità più pura, infatti, i valori condivisi dalla società venivano tramandati di padre in figlio, nella convinzione che queste usanze di origine divina andassero osservate pedissequamente, pena prima di tutto l’ira degli dei.
Ed ecco che, informandomi su cosa stesse accadendo su quel parquet calpestato da un gruppo di giovanissimi, mi sono reso conto che anche in un’epoca di apparenti certezze come la nostra, di leggi scritte e contratti indissolubili, queste buone pratiche tramandate oralmente da una generazione all’altra esistono ancora, proprio come nei primi secoli della storia romana, anche se l’ira degli dei non c’entra più e il mancato rispetto dei mores non provoca alcuna infamia.
Ieri sera infatti, per la prima volta nella storia del TdS, ha preso vita il ‘TROFEO CACCIARI JR.’ tra le compagini giovanili di Santa Croce/San Polo e Dorsoduro.
Sul Trofeo Cacciari senior (che ha avuto luogo in seconda serata) non mi dilungo, perché ogni anno vi ricordo dell’antica tradizione osservata tra i due sestieri del centro storico, che si sfidano nell’ultima settimana in un’amichevole dallo scarso valore agonistico ma dal forte valore identitario. Ciò che mi ha entusiasmato sono stati invece i 40 minuti di battaglia tra i ‘figli di…’, ragazzini delle annate dal 2008 al 2011 che, da bravi depositari dei mores, hanno assaggiato per la prima volta lo spirito sestierino dandosi battaglia nel primo ‘Cacciarino’ della storia, conclusosi con la vittoria dei grigi del caposestiere Muner.
Non so se sia vero che i giovani di oggi sono tutto telefono e social, a me sembra una banalizzazione frutto della visione limitata di chi non si ricorda più com’è quell’età. Quel che posso affermare con certezza, però, è l’emozione e la carica vista negli occhi delle nuove leve che hanno raccolto l’eredità di una tradizione importante, rispondendo presenti alla chiamata del campanile e ribadendo una volta per tutte che, se lo stimolo sportivo è di qualità, non c’è Tik Tok che tenga.
Se l’Italia del futuro deve ripartire, lo faccia dal Trofeo Cacciari Jr.!
The Leprechaun ![]()
