PRONTI VIA! PRESENTAZIONE ROSTER




Pensavate che avremmo atteso la domenica per farci vivi?

Davvero ci vedete così sprovveduti?

Qui sono giorni che si studiano i roster, si cerca di capire chi è favorito, chi no, chi dovrà gestire la pressione e quali giovani promesse si celano nelle liste presentate dai Capisestiere.

Eccoci qui, allora: per iniziare ad ambientarvi vi presentiamo le 6 contendenti al Torneo più famoso della Laguna.

GIRONE BATIORO

SANTA CROCE/SAN POLO

Argento vivo o mesto grigio? I ragazzi di Santa Croce/San Polo, nella scorsa edizione, hanno capito sulla loro pelle come la differenza tra le due sfumature cromatiche possa risolversi nel giro di 40 minuti, in uno di quei match dentro/fuori che determinano l’esito di un’esperienza sestierina. Dopo un girone da veri protagonisti, infatti, la doccia fredda è arrivata in semifinale per mano dei pluri-campioni lidensi, che hanno letteralmente spazzato via i giovani virgulti del centro storico facendo dimenticare anche il buono fatto in precedenza.

Quel buono però c’è, e con un anno di esperienza in più i ragazzi di Sartor si ripresentano ai Sestieri vogliosi di ripartire da dove hanno lasciato, con due soli over-30 a roster e un gruppo di giovani pronti a dare tutto. Certo, l’assenza del totem Lenti Ceo si sentirà, ma la classe di Musco e i cavalli nel motore rendono ugualmente temibile la truppa di SX/SP, che si candida ad un ruolo di mina vagante nella dinamica di uno dei TdS più equilibrati di sempre, almeno sulla carta.

Voto al roster: 7-.

CANNAREGIO

Lo ammetto, prima di buttare giù queste poche righe sono andato a rivedere la cronaca della scorsa edizione. Perché in fondo, anche se nei 7 giorni di torneo il tempo sembra fermarsi e tutto l’agonismo di cui siamo capaci si riversa sul Pattinodromo, il TdS è pur sempre una manifestazione estiva, e anche i tonfi più rumorosi si dimenticano più facilmente rispetto alle delusioni sportive ‘ordinarie’. Ecco che allora, riportando alla (mia) mente la debacle dei Cannaregiotti nella semifinale persa contro ogni pronostico contro Casteo, ho pensato che se tutti possono averla archiviata, loro no, loro se la ricordano bene, come fosse ieri.

La reazione alla delusione, manco a dirlo, sembra essere stata in pieno stile dei verdi: testa bassa, un numero infinito di allenamenti in vista della nuova edizione, alcune certezze in campo e in panchina e tanta freschezza, attingendo a piene mani dall’infinito catino di nuove risorse a disposizione dell’inamovibile caposestiere Caburlotto, alla costante ricerca del dodici perfetto. L’impressione è che le forze a disposizione bastino e avanzino per candidarsi all’ambita finale, ma dopo l’anno scorso il punto interrogativo è d’obbligo, e servirà tutta la saggezza dei senatori per tracciare la giusta via al nuovo ‘core’ per evitare di inciampare nuovamente in modo quanto meno inatteso.

Voto al roster: 8+.

LIDO

Ogni volta la stessa storia: come si può fermare chi ha vinto l’anno prima, e l’anno prima ancora, e quello prima di quello prima ancora? La risposta, a dire il vero, non è ancora stata trovata, e ad oggi il Lido continua a giocare una partita a sé, con qualche intervallo qua e là di vittorie altrui.

Ecco che quest’anno gli dei del basket hanno fatto ricorso all’artiglieria pesante, sottraendo alla truppa lidense in primo luogo il totem Ballarin, che nelle ultime due edizioni ha fatto il bello e cattivo tempo sotto le plance, ma soprattutto il recordman di titoli di MVP del Torneo, quel Giulio Saoner che – tra le polemiche che come di consueto accompagnano il periodo di avvicinamento al TdS – vestirà il rosso degli arcirivali di Casteo abbandonando altresì il ruolo di caposestiere assunto nella scorsa edizione.

E allora come si riparte? Cambiando tutto per non cambiare nulla, con le nomine fondamentali avvenute in piena continuità: il veterano Gimo Cosma a ricoprire il ruolo di caposestiere e il ritorno di un leader storico come Marco Rosada in veste di coach, dopo aver mietuto successi in campo sia con la maglia del Lido che con quella di Cannaregio.

Insomma, anche se il roster ha sicuramente perso qualcosa in termini di qualità, tutto lascia pensare che il Lido abbia le carte in regola per infastidire fino alla finale, dove poi il fattore campo potrebbe indubbiamente giocare un ruolo importante.

Voto al roster: 7,5.

GIRONE BATIPAI

CASTEO

Quanto è bello viaggiare a cuor leggero, quando le aspettative sono basse e tutto ciò che arriva è un di più, una soddisfazione gratuita? In fondo l’esperienza degli Arsenalotti al TdS 2023 è stata così, iniziata da semplici comparse e conclusasi con una finale un po’ a sorpresa ma pienamente meritata, nella quale si sono dovuti arrendere solo al cospetto dei lidensi. Ecco, ora prendete tutto questo e dimenticatelo, perché il sestiere rosso si presenta al via dell’edizione 2024 in tutt’altra maniera, con un roster di primissimo livello al quale, come ciliegina sulla torta, si è aggiunto Giulio Saoner in ‘prestito forzato’ dal Lido.

Tutto facile allora? Niente affatto, perché è proprio il peso della pressione a poter giocare qualche scherzo alla truppa castellana, affidata alla gestione del nuovo coach Edoardo Marella che sarà chiamato a guidare una Ferrari pochi giorni dopo aver preso la patente. Saranno capaci i rossi, storicamente abituati a dare il meglio come underdogs, a gestire la situazione opposta di favoriti al titolo facendo valere sul campo la loro qualità tecnica? Ai posteri l’ardua sentenza…

Voto al roster: 8,5.

DORSODURO

Parlare del sestiere Canarin è un po’ più difficile, perché le cose bisogna dirsele in modo chiaro: da quando il regolamento è cambiato, e la squadra che per anni ha conteso le finali al Lido si è smembrata, Dorsoduro non è più risultata competitiva in modo credibile, faticando ad arrivare anche solo al venerdì.

Il caposestiere Zavagno, però, ha deciso di non cambiare la guida tecnica, affidando nuovamente ad Andreutto e Ussardi la panchina, fido del fatto che l’esperienza accumulata aiuti ad allungare il percorso nel torneo. Va poi detto che, rispetto alle ultime edizioni, il roster 2024 dei dorsodurini sembra il più interessante: il ritorno in campo del cavallo di razza Panaccione, i centimetri sotto canestro che non mancano e qualche altro elemento interessante rendono i canarini quanto meno intriganti. Non basterà forse per giungere in fondo e ambire al tanto agognato primo titolo (mai dire mai!), ma ci sono sicuramente le carte in regola per mettere i bastoni tra le ruote alle contenders.

Voto al roster: 7-.

SAN MARCO/MURANO

Ormai sono anni che osserviamo Omar Ferro, e nel corso delle varie edizioni chiunque lo conosca non può aver fatto a meno di notare come, per quei 7 giorni all’anno, il DS muranese viva una sorta di trasformazione ascetica, una mutazione che porta la sua indole iper-competitiva a placarsi, quasi fosse una simpatica parentesi all’interno della pallacanestro ordinaria da vivere così, sapendo che il ruolo dell’Impero del Male è quello di semplice comparsa, un divertisment da prendere alla leggera. Occhio però, perché quel che appare non sempre è, e non bisogna confondere l’apparente leggerezza del caposestiere muranese con il disinteresse, pensando che non gli roda ogni qual volta, regolarmente, vede alzare il trofeo a qualcun altro, magari vivendo il torneo da spettatore già a partire dal venerdì.

Ecco, visto che noi ce lo immaginiamo a mangiarsi la bombetta come il Rockerduck dei fumetti, tutto lascia pensare che nell’avvicinamento a questa edizione il Nostro abbia guardato dritto negli occhi i 12 convocati chiarendo le sue intenzioni: almeno al venerdì bisogna arrivare, perché lui non ha intenzione di fare per l’ennesima volta buon viso a cattivo gioco. Quello che per i neri è un obiettivo diventa dunque un mònito per tutti gli altri: occhio a sottovalutarli, il talento e la gioventù sono dalla loro, prenderli sotto gamba è il solito vecchio errore di cui ci si può pentire amaramente.

Voto al roster: 7.

The Leprechaun ☘️

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