LUNGA VITA AL TORNEO DEI SESTIERI

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Cari lettori sestieranti,

Come sapete il vostro scriba prende seriamente il torneo, pur facendolo con il consueto tono scanzonato, ridanciano, beffardo che contraddistingue i deliri quotidiani che trovate su queste pagine.

Nulla di serio dunque, con un limite che però è sempre stato rispettato, quello della verità.

In tanti anni infatti vi garantisco che non avete letto virgolettati infedeli, racconti di siparietti mai avvenuti o qualsiasi altra cosa che non sia corrisposta al vero, per quanto amplificata o esaltata più di quanto prevederebbe il requisito della continenza, caposaldo di ogni cronista serio quale io non sono.

Ecco perché forse, piano piano, ho guadagnato sufficiente fiducia da parte vostra da invitarvi a credermi se vi dico che una delle ultime sere del torneo ho udito pronunciare queste parole da un giovane protagonista: “la settimana del TdS è la più bella dell’anno”.

Lo so, detta così sembra grossa, grossissima, frutto della consueta esagerazione dei ragazzi, che appena vivono un momento di eccitazione tendono ad amplificarlo senza curarsi troppo del significato delle proprie parole. Poi però ci ho pensato, perché sono tante, troppe le persone che vedo tornare e ritornare ogni anno, sacrificando tempo alla famiglia o ad altri impegni, solo per esserci in questi sette giorni. Chi gioca, chi lavora al bar, chi fa andare avanti questa macchina spingendola da dietro le quinte, chi semplicemente si siede in tribuna birretta alla mano per godersi il torneo.

Il nostro non è basket professionistico, nessuno viene al Pattinodromo per lustrarsi gli occhi con le giocate, per quello ci sono la serie A o la NBA. Non si viene nemmeno solo per le birre a €2,50 (che comunque…) o perché i tramonti sul lungo laguna sono tanto belli. Separatamente sono tutte cose rinunciabili, ma insieme probabilmente no, e ve lo dice chi – ora può confessarvelo – quest’anno era tanto stanco e preso da altro da pensare per la prima volta di non avere voglia di sedersi al tavolo e scrivere del Torneo.

Poi però è arrivata questa frase, tanto semplice quanto vera, che ha chiuso il cerchio nei miei pensieri, perché come sempre il TdS è circolare: lo si approccia da giovanissimi e se ne esce quando i giovani sono ben altri e magari non conoscono nemmeno le gesta dei grandi del passato, come è anche giusto che sia.

Io non lo so se il TdS sia la settimana più bella dell’anno, a dire il vero non ho nemmeno mai stilato una hit parade delle migliori settimane dell’anno, ma la sincerità e la purezza con cui l’ho sentito dire non mi fanno dubitare che ciò sia vero per l’autore della boutade, e fino a quando a qualcuno brilleranno gli occhi assaporando la magia del Pattinodromo voi ci troverete sempre qui, a scrivere della X-esima edizione.

All’anni prossimo, lunga vita al Torneo dei Sestieri!

The Leprechaun ☘️


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