Oi ‘ndemo veder i Sestieri

Il sole delle 20 taglia in due la tribuna. Nell’ultima fila, in piedi appoggiati sul muretto, i raggi trasmettono ancora calore. Davanti al chiosco improvvisato fuori dal parco c’è la fila per ordinare. Un panino e una birra a due passi dalla laguna. Un barchino di ragazzini passa sfrecciando. “Forza Lido!”, grida uno di loro prima di scomparire tra le onde. Pattinodromo delle Quattro Fontane, un sabato di luglio. Lido di Venezia. “Ma chi ga zogà prima?”, domanda una signora. “Baskin Mestre-6 Cesti Baskin Nove”, le risponde un ragazzo che si sta dando da fare per liberare il parquet. “E prima i fioi del Lido ga vinto contro quei de Casteo nel Torneo dei Sestieri Junior”, aggiunge un signore dall’aria soddisfatta. Qualche minuto e sul campo allestito – in oro e granata, of course – per il tradizionale appuntamento estivo di basket veneziano andrà in scena la stessa partita. Senior però. La finale.

Gli spalti si riempiono mentre il sole si inabissa lentamente dietro i monumenti della Serenissima, regalando un tramonto da cartolina. Pronti, via. “Chi vuole una birra?”. Vabbè, come si fa a dire di no. Lido-Casteo. Blu contro rossi. Tre punti. No, era da due. La tribuna continua a riempirsi all’inverosimile. “Bello comunque, mi piace ‘sto torneo”, commenta stupito un amico allergico al basket. Vediamo ‘sta partita dai. In campo sembrano tesi. Caspita, bella quella ragazza… Ecco, appena detto. Ti distrai un attimo e scoppia mezza cagnara in campo. Cossa xe nato? Ah, la rete che sputa il pallone. Ok. Fischi, delirio. Vabbè. Altra birra dai. Non facile destreggiarsi tra tutte queste persone incastrate come un Tetris. Un saluto, due chiacchiere, sorrisi e di nuovo sul pezzo.

Combattuta, eh. “Casteo! Casteo!” Dal centro della tribuna il pubblico prova a farsi sentire. Certo che era bello quando ci pensava Flavio Franceschet a dare la carica, con la sua raganella e il tamburello… “Arsenalotti, garibaldini…” “Lido! Lido!” risponde la curva di casa, dallo spicchio all’estrema sinistra. Un po’ Lido, un po’ California. Ma anche un po’ Giamaica. Quanto manca? Pochi secondi. Più tre Lido. I più arrembanti tra i castellani sognano un “tiro da quattro” alla Sasha Danilovic nel derby Virtus-Fortitudo Bologna che decise lo scudetto del 1998. Ma il tempo è scaduto.

Lido campione, decima vittoria su diciassette. Coppa, festa e tutti al BarSao. Per fortuna che esiste il BarSao. “Il Lido è come la Juve”, sentenzia una ragazza che preferiva portare il trofeo in via Garibaldi. No, ma la regola… Aspetta, vediamo se negli spogliatoi c’è qualche arbitro chiuso dentro. “Il cielo è sempre più blu”, ottimo Rino. Ma i Pitura quando li mettete? Oro benon. Ce n’è per tutti i gusti. Un bel popolo in festa, oltre il risultato e le rivalità. “Anca se el Lido no xe un sestier…”, puntualizza col sorriso un amico in maglia rossa. E i vicini che non chiamano la polizia, i vigili e l’antiterrorismo? Fantastico. Meglio spostarsi però, è già mattina e i campioni vanno ai Murazzi. Fino all’alba. Fino al prossimo Torneo dei Sestieri.

Ruggero Tantulli

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