Day 2

Quanti di voi ricordano delle tribune così in un lunedì senza il Lido in calendario?

Quanti di voi ricordano un giovane di buona volontà – grazie al prontissimo Matteo Lepscky – offrirsi di fare la telecronaca per dare un po’ di fiato a Marco Seno? Nessuno.

Ecco che allora quel ‘TDS IS BACK’ che vedete stampato sulle maglie dell’edizione 2022 assume tutto un altro significato: ne avevamo bisogno e ne avevate bisogno, come un malato cui viene finalmente somministrato il farmaco necessario, e noi già non vediamo l’ora che sia il terzo giorno di gare.


SANTA CROCE/SAN POLO 60 – 55 SAN MARCO/MURANO

Mai sottovalutare la spensieratezza della gioventù, nemmeno al TdS. Il caposestiere di SX/SP Muner, presentando il roster, aveva sicuramente una cosa chiara in mente: nel bene e nel male, pregi e difetti, la svolta verso la gioventù si sarebbe operata quest’anno, componendo una squadra di millennials cui affiancare gli ormai veterani Costa, De Rossi e Lenti Ceo e l’oriundo De Angelis, anch’esso all’esordio al Pattinodromo. E ieri, nella sfida all’Impero del Male, è stata proprio la freschezza dei giovanissimi a pagare i dividendi, unita alla maturazione di un Musco che si candida a leader offensivo del gruppo e alla saggia guida di Sartor che ha ben giostrato i giocatori a disposizione.

Nulla da recriminare però per Murano: la truppa di Torcellan è stata convincente anche alla seconda uscita in due giorni, mettendo il naso avanti e facendo sentire i tanti chili a disposizione nel pitturato. Anche in tal caso la gioventù è stata determinante, pur se sotto il profilo opposto dell’incapacità di chiudere la partita come già avvenuto all’esordio contro i cannaregiotti. Ribadiamo però che trovare San Marco/Murano agli spareggi non sarà piacevole per nessuno, perché la voglia di fare bene non manca e il caposestiere Ferro saprà certamente trovare gli stimoli giusti.

SX/SP voto 7: argento vivo.

SM/Murano voto 6-: tignosa.


CASTEO 52 – 62 DORSODURO

“Arsenalotti! Garibaldini! Bragoranti! Forsaaaaaaaa!”

Chiunque abbia un minimo di memoria storica del torneo ricorda senza dubbio il tifo colorato e orgoglioso del compianto Flavio Franceschet, che a prescindere da chi scendeva in campo chiedeva una sola cosa ai castellani: la garra. La stessa che ha sempre preteso LeleJ, la stessa che ha ereditato in veste di nuovo caposestiere Nicolò ‘Mala’ Vianello dopo anni di militanza in rosso. Forse, però, tutto questo dovrebbe formare oggetto di lezione per la ‘nuova’ Casteo, in cui giovani e meno giovani tentano di riprodurre le gesta dei Franceschet e Perricone, perché all’esordio di questa grinta non si è vista l’ombra. Le attenuanti ci sono: nuovo coach, qualche giovane innesto e soprattutto una Dorsoduro vista in grande spolvero (Panaccione davvero inarrestabile), ma il volto del nuovo caposestiere nel post partita dice molto di quel che pensa e se che dev’essere corretto.

Dall’altra parte i ragazzi di Andreutto hanno dimostrato con forza che la debacle contro il Lido era più frutto della qualità avversaria che altro. L’Orso Ballerino ha creato per sé e compagni, trovando stavolta un notevole apporto da parte dei compagni (su tutti Guerra). Se riuscissero a recuperare Vianello per gli spareggi, sarebbe molto probabile rivedere Dorsoduro anche al venerdì: intanto i canarini il loro segnale l’hanno ampiamente lanciato.

Casteo voto 5: impalpabile.

Dorsoduro voto 7,5: reattiva.

The Leprechaun

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