1° GIORNATA

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LIDO – DORSODURO 60 – 56

LIDO: Cosma 3, Giulietti 5, Rosada 4, Stefani 10, Forte, Ragazzi A. 14, Murazzi 8, Ragazzi G. 2, Costantini 4, Saoner 10.

All: L. Stefanutti

DORSODURO: Farnea, Zanetti, Valentini 4, Burigana 10, Crivellari 13, Conz 2, Maggiolo, Indri 2, Zamattio, Zorzi 2, Guerrasio 9, Zavagno 14.

All: F. Bonaldi

Arbitri: Colizzi, Scarpa

Ragionavo sulla definizione di “Anno”. Credo che ognuno di noi ne abbia una: 4 stagioni, 365 giorni, un’infinità, un attimo. La storia è sempre quella che tutto è relativo, ognuno di noi la vede in modo differente eccetera eccetera… Però dai, ci sarà un concetto universale che vada bene a tutti. Cos’è tecnicamente “un anno”? Semplice: è il tempo che la Terra impiega per fare un giro attorno al Sole. Dai, su questo conveniamo tutti, credo. E sapete come si chiama sempre tecnicamente questo giro? Moto di Rivoluzione. Qui però c’è qualcosa che non va… Com’è possibile che una Rivoluzione porti a lasciare tutto come prima? Rivoluzione non dovrebbe essere sinonimo di cambiamento, di rivolta, di metamorfosi? Se tutto, dopo un anno, resta com’era che Rivoluzione si è fatta?

Una partita equilibrata. Questa è stata quella di ieri sera. E come tutti i match equilibrati sono stati i dettagli a far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra. Alla fine il pressing e la difesa allungata dei ragazzi di coach Stefanutti hanno logorato le ambizioni canarine. Il tanto atteso dominio sotto le plance di Guerrasio e compagni è stato reso meno evidente dalle numerosissimi palle perse e dalle difficoltà organizzative in attacco. Nonostante ciò a pochi secondi dalla fine un tiro libero e una tripla di Zavagno avevano la possibilità di far cambiare tutto lo scenario. Ieri è andata come un anno fa. Chissà che non si debba aspettare così a lungo per vederne un’altra di partita così.

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SAN MARCO/ MURANO – S.CROCE/S.POLO 54 – 60

S. MARCO/MURANO:  Folin 6, Zardetto 2, Rosada 7, Bettoni 2, Vescovi, Pasin 16, Ferro, Perzolla 4, Passarella 9, Fabrizi 2, Fontanella 6.

All: E. Greco, V. All: U. Regalini

S.CROCE/S.POLO: Borsato, Costa 3, Dal Borgo, Barbato 2, Stefani 20, Muner, De Rossi 6, Sartor 19, Burigana, Tagliapietra, Pistolato, Lenti Ceo 10.

All: C. Andreutto, V. All: G. Costa

Arbitri: Peguri, Trevisan

Non volevo crederci… Detto fra noi, non sono un appassionato di automobili. Guido solo e esclusivamente per necessità e non capisco la morbosa passione che alcuni amici provano sentendo un motore che romba e apre il gas. Credo però che l’incomprensibile piacere della guida sia giustificato dalla possibilità, tramite il cambio, di gestire, di possedere, di dominare il mezzo. E non ho mai capito come facciano gli americani a godere nel guidare su strade senza curve e affidandosi al cambio automatico. Immaginatevi il mio stupore quando ho scoperto che la suddetta invenzione, datata 1931,  è regalo di un italiano, certo Elio Trenta. Uno scandalo! Per fortuna ieri sera i fedelissimi rimasti in tribuna per il 2° match, hanno potuto vedere come sia piacevole e estremamente redditizio gestire una macchina con il cambio manuale, decidendo di volta in volta fino a quando spingere il motore.

L’Impero del Male, con tanto di abbigliamento completamente personalizzato, si era presentato con legittime ambizioni di successo. E la prima parte dal match non ha fatto altro che confermare questo tipo si aspettative. Poi però il sogno è andato svanendo e la sensazione è stata quella che Coach Andreutto e i suoi stessero giocando un po’ al gatto col topo, sicuri di poter alla fine portare a casa l’incontro. S. Croce/S.Polo esce rafforzata da questo match. Forse nel banchetto delle favorite del Torneo servirà stringersi un po’ e liberare almeno un posto. Quanto al Male… Almeno ieri sera non è riuscito a prendere il sopravvento. A voi la decisione: tirare un sospiro di sollievo o versare una lacrima di rimpianto?

Peter Vescey

 

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