Pensavate davvero che Santa Croce/San Polo avesse sospeso una delle tradizioni più longeve del Torneo, per una subdola diffamazione da parte di un componente di Dorsoduro?
Pensavate davvero che l’instabilità politica di Ca’ Farsetti avrebbe messo i bastoni tra le ruote al più glorioso degli scontri pre-Sestieri?
Naturalmente vi sbagliavate: secondo i migliori pronostici, proprio ieri sera e proprio nella più classica location dell’Umberto I° (sestiere neutro), il “Trofeo Cacciari”, per buon auspicio dedicato al neo-Commissario Zappalorto, ha avuto luogo. E sempre secondo i migliori pronostici, ad imporsi è stata la compagine canarina.
Che dire del “Cacciari”, dopo tanti anni? A noi piace perché è un cliché, una certezza; è come quel film che vedi, rivedi, e vuoi ancora rivedere anche se sai benissimo come va a finire.
Santa Croce/San Polo, come da tradizione, non schiera le torri, oltre a mezza squadra; vincere il trofeo sarebbe un rischio troppo grosso, la càbala in passato ha sempre dato ragione ai soccombenti dell’agone pre-torneo, e i coaches non han voluto rischiare.
Dorsoduro, sestiere nobile e ligio agli obblighi, porta la formazione quasi al completo, domina sotto le plance con Marione in tripla cifra alla voce falli subiti, e vince di poche lunghezze la gara.
Però, però:
– Si segnala l’assenza contemporanea dei due Capisestiere: tuttavia, in rappresentanza del buon Muner, impossibilitato per ragioni logistiche, c’è il Caposestiere in pectore Don King (per anni detentore dell’ambitissima carica) sulle tribune. Per il Conte, invece, nessun mandatario. Tirata di orecchie.
– A differenza delle scorse edizioni, anche il “Cacciari” fa proseliti, e le tribune della palestra iniziano a riempirsi: si contano BEN 5 SPETTATORI. È naturalmente record.
– SX/SP è sembrata davvero tonica: una schiera di giovani pronti a sputare sangue e grande intensità per tutto l’arco della gara, uno staff tecnico molto determinato, e qualche pennellata di classe. Stay tuned, che poi tornano tutti gli altri…
– DD quest’anno non tace, quest’anno si palesa: è forte, e basta; ha una panchina lunga, lunghissima, e basta; ha gioco, talento, centimetri; ha un allenatore che ci crede tanto quanto i giocatori. E poi ha uno scorer che già si allena col nuovo programmino per le statistiche. Come non temerli?
Sì, magari non capirete, ma per noi il “Cacciari” è la chiamata ufficiale. È l’evento che ci fa capire che ci siamo, che manca poco, pochissimo, e si aprono le danze. Un po’ come la mamma che chiama «è prontooooo» e si apre già lo stomaco. Noi siamo affamatissimi, e domenica sembra ancora lontana. Chissà che corra ‘sto tempo…
GC Jr.

