
Ormai il nostro Torneo è storia, non nascondiamolo. Magari non la storia che pensate voi, da testo scolastico e interrogazioni alla lavagna: non si decidono le sorti del mondo al Pattinodromo e lo sappiamo bene, non abbiamo questa presunzione.
Ma è storia locale, di quella che si tramanda oralmente per le calli veneziane e che i genitori vogliono far conoscere ai figli. Lo so perché sulle tribune, sempre più piene di bambini incuriositi di quel che accade al TdS, i più grandi narrano delle gesta dei vecchi rappresentanti sestierini sperando che parte di quel racconto stuzzichi la fantasia dei giovanissimi, che saranno chiamati a raccogliere il testimone un domani.
E allora che storia sia, con tutte le sue caratteristiche, prima tra tutte la ciclicità. Oggi dunque, quando accompagnerete i vostri figli o nipoti alla finalissima, potrete raccontargli dei meravigliosi anni tra il 2010 e il 2014, quando una delle più forti rivalità ha preso vita regalandoci sfide infinite tra lidensi e castellani, proprio come accadrà di nuovo questa sera, dopo tanto tempo.
In quegli anni i protagonisti erano i Franceschet da un lato e i Cardani, Saoner dall’altro, e i capisestiere erano LeleJ e Sao Sr. Oggi naturalmente i volti sono diversi, con Rossi/Frison a fare la voce grossa da un lato e Rosada/Ballarin a guidare la compagine in maglia blu. La strada per arrivare alla finale però è stata per entrambe le squadre nel solco della tradizione: Casteo ha superato con la forza dell’orgoglio lo scoglio Cannaregio, piegando i verdi dopo una partita in rimonta, rimanendo in partita con le unghie e con i denti e trovando nella difesa arcigna l’arma vincente per inceppare la macchina quasi perfetta guidata da Ale Ragazzi. Il Lido, invece, ha espresso una forza dirompente spazzando via i grigi di Santa Croce/San Polo. La giovane formazione di coach Sartor ha peccato di inesperienza, facendo trasparire un insolito timore che si è palesato già dai primi possessi e, pagando un passivo importante, dilatato dalla prestazione balistica incredibile dei lidensi.
Insomma, la storia è quella e si ripete: l’orgoglio dei castellani e la classe dei lidensi. A guidare i due sestieri finalisti due protagonisti proprio delle finalissime dei primi anni 2010: ‘Mala’ Vianello e l’erede Saoner.
Cosa accadrà ce lo dirà solo il campo, ma visto che il TdS non manca mai di ricordare gli amici che ci hanno lasciato, voglio dedicare questa finale ad un tifoso speciale che ha fatto risuonare la sua voce per anni sulle tribune del Pattinodromo, anche e soprattutto nelle finali contro gli arcirivali lidensi.
Siediti comodo e goditela da lassù, Flavio. Buon divertimento a tutti!
The Leprechaun
