
CANNAREGIO 71 – 52 DORSODURO
Conosciamo ormai tutti la storia del calabrone che secondo le leggi della fisica non potrebbe volare ma, non sapendolo, lo fa ugualmente. Che sia leggenda o verità poco conta, perché è palese il valore didascalico della considerazione. Chi vi scrive, a dire il vero, la trovo pure un po’ stucchevole, al pari della retorica del credere nei propri sogni perché così si avverano.
E però ieri sera, nella passeggiata che riporta ogni veneziano a casa dopo la Nesima birretta al BarSao, riflettevo su quanto sia invece vero l’assunto opposto: se non credi tu stesso di poter fare qualcosa, non pensi di essere all’altezza del gioco, è molto difficile – se non impossibile – ottenere dei risultati.
La domanda che sorge vedendo guardare la squadra di Dorsoduro è allora proprio questa: ma loro ci credono? Pensano di essere all’altezza della competizione o si sono rassegnati ad un ruolo di Cinderella consapevoli che dopo il ventesimo minuto ogni loro partita sarà virtualmente chiusa? L’indulgenza non ha mai fatto parte di un torneo vero e agonistico come il TdS, e allora noi lanciamo questo mònito ai coach Ussardi e Andreutto. Non pensate che si possa uscire senza lottare, men che meno agli spareggi del giovedì che sono per definizione accessibili a tutti, né che venga perdonata una terza drastica debacle senza appello. Dorsoduro è stato il sestiere dei Valentini e degli Zanetti, giocatori che non mollavano un centimetro e se ne infischiavano di ogni gap tecnico. Sappiatelo.
Quanto a Cannaregio, stacca meritatamente il pass per la semifinale: la truppa guidata da Ragazzi e Favaretto si muove bene, con la disciplina di chi cerca le soluzioni migliori anche oramai a punteggio acquisito, e mette soprattutto in campo una difesa di rara efficienza. È vero che, superato lo scoglio Lido all’esordio, la pratica Dorsoduro poteva sembrare scontata, ma i precedenti contro il sestiere color canarino non sono mai stati di grande successo, mentre stavolta i cannaregiotti non hanno deluso e sembrano davvero disegnati per arrivare fino in fondo.
Cannaregio VOTO 7,5: chirurgica.
Dorsoduro VOTO 5: arrendevole.
SANTA CROCE/SAN POLO 91 – 62 SAN MARCO/MURANO
Lo so, all’esordio dei Grigi vi avevo parlato di quanto fossero belle la semplicità e l’essenzialità.
Menate, me lo dico da solo, perché nessuno è cieco e la prestazione di ieri dei ragazzi di Sartor e Costa non è proprio espressione di quell’ordinarietà di cui parlavo.
91 punti segnati (gli storici del torneo potrebbero forse scomodare qualche record), 50 nella sola prima metà e la formazione di San Marco/Murano letteralmente annichilita dal ritmo degli ‘Enfants Terribles’ del caposestiere Muner. E, per quanto debba menzionarsi la prestazione totale di Musco, la verità è che la forza dei ‘crociati’ si vede proprio dall’intensità con cui entrano in campo dal primo all’ultimo, dalla concentrazione della panchina e dalla sicurezza con cui è stato rispedito al mittente ogni tentativo di rimonta. Certo, ora che più di qualche sopracciglio si è alzato, bisognerà forse avere a che fare con un po’ di pressione, ma tutto lascia pensare che la beata gioventù in grigio sappia affrontare anche questo scoglio.
Dall’altra parte San Marco/Murano è parsa piuttosto fiaccata dalla prima uscita, con il solo Lucidi a cercare di tenere in partita i suoi e poche risposte da parte degli altri. Se è vero che arginare gli avversari di ieri è impresa ostica per tutti, altrettanto vero è che un passivo di quasi 30 punti fa male da chiunque si subisca, soprattutto se porta con sé in dote uno spareggio davvero ostico contro il Lido. Occhio però, perché Omar ha grande esperienza di spareggi del giovedì ed è sicuramente la persona più titolata per infondere la fiducia giusta ai propri giocatori in vista dell’impegno dentro/fuori. Al TdS nulla è scontato.
Santa Croce/San Polo VOTO 8,5: travolgente.
San Marco/Murano VOTO 5: stanca.
The Leprechaun

La foto di spalle di Valentini Sr e Jr che guardano, un poâ sconsolate, i canarini di DD vale il premio Costa, peccato che non partecipi! 1/3 di Giuria
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