Finisce sempre così. Che torno a casa a orari impossibili, che c’ho voglia solo di andare a dormire e non svegliarmi mai più. E ogni volta, ogni anno mi ritrovo accanto la stessa persona per tutto il viaggio. Io che cerco di far veloce, di spegnere quel che resta del cervello e lui che continua imperterrito, come se non fossero le 3 di mattina e non fosse appena terminata una giornata praticamente infinita. “Ma secondo ti come zè ndada? Secondo ti ghe gà piasso eae gente? Quanti gerimo?”. Non so come faccio a sopportarlo.
Però il giorno dopo ci penso eccome ai suoi dubbi. E le risposte che mi do ogni volta sono sempre le stesse. Che si può sempre migliorare per carità, ma per essere un’organizzazione “amatoriale” siamo proprio bravi. Anzi: siete proprio bravi! La risposta del “nostro” pubblico anche quest’anno è stata eccezionale. Dopo aver passato un intero pomeriggio a allestire e trasportare, veder continuamente scendere dai battelli persone cariche di vassoi, sacchetti, pentole e piatti di ogni genere non può che riempire il cuore. Condividere rende tutto più bello, c’è poco da fare.
Non saprei dire quanto cibo ci fosse in quelle tavolate sotto lo splendido portico di San Servolo. Quello che so per certo è che nessuno è andato a casa affamato. I panini al salame, l’enorme mortadella, le polpette di carne, il riso freddo con pane arabo e i dolci di ogni tipo già sarebbero stati sufficienti. Poi, leggermente in ritardo ma attesi come non mai, i ragazzi di Ve.Sport hanno posato la classica ciliegina sul tortone servendo a tutti una porzione militaresca di bigoli in salsa.
La cornice ideale quindi per dare ufficialmente il via alle danze con la lettura dei Roster e la composizione dei Gironi di cui avrete già letto. Poi si è continuato, come al solito, fino al finire delle forze. La cosa curiosa è che più si diventa vecchi più le forze, almeno per questo tipo di “fatiche” sembrano crescere. A me sembra che si vada a casa sempre più tardi e si tenda a aspettare sempre quel disco, l’ultimo disco.
Dopo le splendide sviolinate permetteteci un appunto finale. Lo faremo solo qui e per l’ultima volta, visto che non siamo né professori né preti in confessionale. Vogliamo solo ricordare che dietro a tutte queste belle iniziative c’è un gruppo di lavoro che non risparmia nessun tipo di energia. E tutto, completamente, a livello gratuito. Ci piace farlo, ci inorgoglisce. E continueremo a farlo finché ne avremo, sia chiaro. Però ci piacerebbe che i partecipanti, tutti, soprattutto se di età giovanissima, si rendessero conto del lavoro che c’è dietro a tutto ciò. E lo rispettassero fino in fondo. Raccogliere lattine e bottiglie di vetro sparse con noncuranza per tutta l’isola fino quasi alla luci dell’alba è un lavoro che ci saremo volentieri risparmiati e che, con un attimo di buon senso in più, ci poteva essere risparmiato. Siamo sicuri che la cosa non si ripeterà più: conosciamo i nostri “ragazzi”, la loro intelligenza e la loro sensibilità. Si rifaranno durante il Torneo. Ne siamo certi!
p.s.: se, schiacciati dagli enormi sensi di colpa si sentissero in dovere di venire a dare una mano durante l’allestimento campo sabato mattina al Pattinodromo credo che nessuno di noi li manderebbe via…
Peter Vecsey


