Crisi nera, dalla testa ai piedi, anche per il basket. Scrivono che la lista dei caduti si allunga giorno dopo giorno. Teramo, Treviso, Roma e giù giù, fino a Venezia e Roncade tanto per non lasciar scoperte aree del bel paese… Viene da molto lontano questa crisi, che oggi attribuiamo alla economia in stagnazione. Negli anni ’80, il compianto Aldo Giordani sosteneva a furor di penna una forte e sempre maggiore presenza di stranieri nelle nostre squadre di prima serie.
Più spettacolo, più emulazione, più maturazione per i nostri virgulti. Vero in parte. I nostri giovani venivano troppo spesso fatti accomodare sulle panchette ad apprendere gli insegnamenti di Jura o De Santis!
Per giocare, c’è tempo! Guarda e impara! E così Eugenio Brambilla aspettava di essere all’altezza di McAdoo, sicuramente ottimo esempio anche se a fine carriera. Diremmo buon insegnante del Parini o dello Zambler.
Quindi ho visto cose che voi umani non potreste immaginare… Un quintetto di 5 giocatori dai nomi esotici, non escludo che qualcuno sarà stato a pieno titolo italiano, però l’effetto rimandava ad un High School più che a un campionato Bianco Rosso Verde.
Riverbero immediato sulla Nazionale sempre e tuttora a secco di podi, se non addirittura di qualificazioni. Oggi quasi scomparsa. Forse Giordani ed i vertici federali non avevano visto giusto, e nemmeno rimediato all’errore. I confinanti slavi, orgogliosi come sono, figuriamoci se pensano agli americani!
Non pensavano minimamente di dover sperperare od osservare gli altri mentre giocano, conoscevano le regole e con volontà e tenacia non volevano essere secondi a nessuno. Petrovic, Kicanovic, Dalipagic, … Liste interminabili di fuoriclasse, tenaci giocatori da tre palle un soldo. Però si appuntarono al petto 14 medaglie d’oro senza aver visto o pagato un americano. Noi, con sforzi disumani (sbocchi), di medaglie riusciamo ad agguantarne 2, un po’ pochine in funzione dei faraonici investimenti.
Oggi con la crisi, tutto precipita, gli amici del POOL VENEZIA GEMINI ammainano bandiera, forse non sarebbe successo se avessero navigato più sotto costa. RONCADE TEXA, idem. Il presidente Bruno Vianello: “Prima vengono gli stipendi delle maestranze, se avanza puntiamo sulle giovanili”.
Non amiamo scriverci addosso, ma in un orecchio ve lo diciamo, noi del TdS siamo dei veri dilettanti allo sbaraglio, se cambiassimo rotta per fare le cose per bene come un qualsiasi team in crisi, sarebbe drammatico. Siamo ai vertici dello scoordinamento siamo indisciplinati ed individualisti. Se ci disciplinassimo, non oso pensare, noi non riusciamo ad imparare. Siamo 15 playmaker che non si sognano assolutamente di passare, ed abbiamo risolto giocando con 15 palle (una a testa). Siamo però molto fieri di questa tribuna, che accetta ciò che facciamo, il nostro basket “intimistico”, di “vicinanza”, con mamme e nonne al minibasket, morose e amici alle giovanili, figli, nipoti, bisnonni e curvone degli
esperti con l’intramontabile cinguettio della sapienza. Al TdS imperversano queste figure, rinascono, dopo stantii e uggiosi inverni.
Certo, l’immagine che offriamo è di un tempo che fu, quando con i fichi secchi si andava a nozze.
Molti, e non capiamo perché, ci fanno importanti, ci suggeriscono, propongono; “dovete arrivare”, dovete andare, chi manca deve venire. Il muro che ci circonda, come giustamente è stato scritto è l’unico rimasto.
Forse è quello il motivo per cui veniamo visitati e contattati, per questa strana unicità fuori del tempo, una visita a cose che non esistono più, rare. Se non ci fosse il muro; verremmo frullati nel basket che ci circonda, spariremmo mischiati nel pastone dei neonati pasticceri.
Ma torniamo ai fichi secchi.
I fichi, con generosità e disinteresse, ce li danno anche i numerosi amici;
PER FAVORE CLIKKATE QUI. Bene, visto quanti amici abbiamo? Probabilmente non aumenteranno i loro fatturati, anche se glielo auguriamo di cuore, però di visibilità, stima e ringraziamenti da parte di tutti voi faranno gran bottino!
Mentre brinderanno con l’ombretta scaccia crisi, avanzata dalla festa della Remiera Canottieri Giudecca (speriamo non sia aseo), penseranno anche a chi gliela offre; Luca Pradel, Marco Vianello, Emilio Greco, Piero, Maurizio,
Andrea, Leonardo, Filippo… tutti, tutti, che sono qui con voi sotto queste belle stelle, che prima, solo noi 15, le abbiamo sentite sussurrare… meno male che i Sestieri c’è.